problemi con i colleghi

3 passi per neutralizzare il collega narcisista

By 6 Gennaio, 2020 26 Gennaio, 2020 One Comment

Noi di SmoothJob siamo convinti che si possa stare bene in ufficio. Siamo convinti che sia possibile stabilire relazioni buone e costruttive con chi ci circonda al lavoro. Per questo abbiamo sviluppato guide su come affrontare al meglio problemi coi capi la vita in consulenza e la prima esperienza di lavoro.

Veniamo ora ai colleghi: con loro tutto bene? Voglio dire: i tuoi colleghi sono le persone che frequenti di più in ufficio e assieme al capo possono fare seriamente la differenza nella percezione che hai del tuo lavoro.

Per questo dovresti smetterla di pensare a loro e lasciare che ti rovinino la giornata. Sì lo so che quest’ultima frase può sembrare un po’ stonata, ma dammi i soliti 5 minuti necessari per leggere l’articolo e vedrai che la cosa sarà più chiara. Non hai cinque minuti per leggere? Allora ti consiglio di provare SJ assistant, la web app di SmoothJob che ti fa cinque domande interattive e prova a darti un suggerimento basato sulle stesse ricerche e conoscenze che alimentano questo articolo.

 

Quindi? Che facciamo? Andiamo avanti? Provi la app? Va be’ nel caso mi trovi qui 🙃

Colleghi problematici: una rassegna

Ci sarebbero diversi modi con i quali affrontare questo argomento, volendo fornirti un approccio utile proviamo a ragionare per tipi di persone e tipologie di problemi che ne derivano. Lasciami subito fare una precisazione su questo approccio: qui non siamo deterministici. Questo vuol dire che nonostante vi siano diverse teorie di peso che tendono a far discendere i comportamenti delle persone da alcune loro caratteristiche, rendendole quindi prevedibili e limitando di fatto la loro libertà teorica, questo non è il nostro pensiero. Noi siamo invece convinti che la persona sia libera di determinare il proprio agire. Certo questa libertà è come un muscolo ed in alcuni è più esercitata mentre in altri meno. Ma ti pregherei di non prendere quanto troverai scritto qui come una ricetta o un’istruzione di montaggio per mobili, perché dietro ogni problema c’è una persona, e dietro ogni persona un oceano di profondità sconfinata.

Fatta questa necessaria premessa, proviamo a fare un po’ di sintesi fra tipi di colleghi problematici e di problemi. Se poi ne avessi altri che non trovi affrontati qui, puoi:

Incrociando i riferimenti teorici alla base di SJ e l’esperienza d’azienda si può produrre una piccola galleria di soggetti e problemi che prima o poi potresti incontrare o avrai incontrato sul tuo cammino:

  • la guest star, anche detto il narcisista;
  • il vietcong, anche detto il passivo-aggressivo;
  • lo stagista patologico, anche detto lo stagista (perché è proprio uno stagista, o comunque un nuovo ingresso).

Per aiutarti nel selezionare il soggetto di tuo interesse ecco un’ infografica che associa ad ogni tipo i problemi che è solito creare:tipo-problema

 

Andando in ordine, cominciamo dal narcisista, per vedere meglio che problemi crea e come puoi affrontarli.

La guest star ✨, anche detto il narcisista

La guest star è sicuramente uno dei tipi di colleghi problematici più diffusi negli ambienti lavorativi. Ma come si individua esattamente un narcisista?

Si tratta anzitutto di soggetti con una altissima considerazione di sé. Questo non significa che siano persone sicure di loro stesse, anzi, spesso dietro una buona parte dei comportamenti del narcisista si nasconde una profonda insicurezza. Ciononostante il collega narcisista è convinto di meritare l’occhio di bue puntato fisso su di sé e che sia ingiusto lasciare la scena a qualunque altro collega.

il collega narcisista. il collega narcisista è solito diffondere calunnie e dicerie perché non sopporta che venga riconosciuto il merito di altri colleghi

Questa intima convinzione si mantiene calda e autoalimentata come brace sotto un mucchio di cenere, e determina in profondità i comportamenti del nostro collega. Partendo da questa convinzione il narcisista adotta i seguenti comportamenti:

  • 🐑si finge amichevole con tutti specialmente i nuovi arrivati, per poi usare a proprio vantaggio la relazione stabilita (vedi in seguito);
  • 🦚ricerca costantemente l’ammirazione degli altri vantandosi del proprio lavoro e delle proprie capacità;
  • 😈considera perlomeno ingiusti i riconoscimenti dati ad altri nel proprio team e fuori, nell’intima convinzione che solo lui meriterebbe di veder riconosciuti i propri meriti;
  • 🗣invidia e denigra chi nell’organizzazione e in particolare nel proprio team riceve riconoscimenti e plausi cercando inoltre di generare il medesimo comportamento negli altri colleghi attraverso calunnie e sotterfugi;
  • 👺assume atteggiamenti e comportamenti arroganti nei confronti degli altri colleghi, suggeriti dalla sostanziale disistima nutrita verso le loro capacità.

Come sempre la realtà si presenta più complessa di un elenco puntato e il narcisista che ti trovi davanti potrebbe non possedere tutti questi tratti o non tutti con la stessa intensità. In ogni caso il segno tipico del narcisista è la sua capacità di far marcire come una muffa tutto il tessuto di relazioni in ufficio con le sue calunnie e il suo parlare velenoso. Specialmente se la persona ha ottenuto uno status di rilievo all’interno del team il suo comportamento asfittico può condizionare tutti quanti godono di uno status inferiore e soprattutto i nuovi ingressi.

Questo a sua volta genera un clima di sudditanza psicologica nel quale i comportamenti della guest star vengono tollerati se non approvati esplicitamente e perpetuati all’interno del team. Questo ovviamente a discapito di quanti altri compongono il team e della performance complessiva dello stesso, che per essere ottimizzata necessita di un clima aperto, privo di biasimo per gli errori e capace di valorizzare il merito ovunque lo stesso si trovi. In un buon team ogni persona è preziosa e valida, ognuna merita al momento opportuno un plauso, non esistono prime donne, e questo il narcisista non lo può sopportare.

Per lui dare qualcosa ad uno dei colleghi significa sempre e comunque toglierlo a lui. La torta ha una dimensione fissa e anche l’aria è scarsa: chi respira, respira contro di lui.

Come risolvere i problemi col collega narcisista

Ora che la carta d’identità è completata sorge spontanea la domanda: come si sopravvive ad un collega così? Molto spesso si sente dire o si legge che il collega narcisista vada semplicemente trascurato e abbandonato a se stesso nella convinzione che questo gli toglierà il suo nutrimento principale: lo specchio nel quale ammirarsi. Non c’è dubbio che questo isolamento possa portare a dei risultati, ma è praticabile nella vita d’ufficio? Soprattutto se la guest star riveste un ruolo senior nell’ufficio, puoi pensare di non avere a che fare con lui e lasciarlo a se stesso? Si tratta, chiaramente, di una domanda retorica, perché no, non puoi evitarlo. Una modalità efficace di gestione del problema prevede invece i seguenti step:

  1. lavora sulla relazione;
  2. rendi eccellente il tuo lavoro;
  3. sviluppa una relazione forte con il tuo superiore.

Come sempre si tratta di passi che puoi compiere tu direttamente, azioni che rientrano nella tua sfera di influenza. In questo senso non dovrai aspettare che accada nulla all’esterno per poter compiere questi passi, non dovrai aspettare che il narcisista resti fulminato sulla via di Damasco e cambi atteggiamento. Solo dovrai decidere di intraprenderli. Vediamoli uno per uno.

1. 🤝 Lavora sulla relazione

Questo è un po’ un mantra di SmoothJob: la centralità della relazione. La presenza di una relazione di fiducia è infatti una sorta di panacea per molti se non tutti i mali che affliggono i rapporti fra colleghi in ufficio. Mi spiego: il narcisista probabilmente sparla di te ti denigra o sminuisce più o meno apertamente. Ma se voi due foste amici, amici veri, lo farebbe ancora e allo stesso modo? La risposta é no. Certo, soprattutto se si tratta di una situazione fortemente patologica ancora sentirebbe il bisogno di affermare se stesso vantandosi del proprio lavoro e ancora sentirebbe la necessità di confrontarlo col tuo. Altrettanto certamente però un rapporto di amicizia addolcirebbe molto il suo comportamento nei tuoi confronti, con effetti positivi per la tua vita in ufficio.

il rapporto con il collega narcisista si muove su un continuum fra conflitto e amicizia.

Ti sto dicendo che devi diventare amico del narcisista? No, ti sto dicendo che devi lavorare per quanto possibile sulla relazione con lui. Fra l’essere suo amico e la tua situazione attuale ci sono molti gradi intermedi che possono fornire un primo elemento di attenuazione dei tuoi problemi. E come si lavora sulla relazione?

Anzitutto essendo sinceri. Cercare di farlo in maniera falsa e artificiosa, applicando delle tecniche posticcie, potrà solo peggiorare le cose. Poi ci sono alcuni elementi da considerare sempre quando si lavora al miglioramento di una relazione:

  • capire il punto di vista dell’altra persona aldilà dei nostri schemi;
  • comprendere i bisogni reali (in questo caso anche le insicurezze del collega narcisista);
  • badare alle piccole cose, i piccoli gesti che comunicano la nostra attenzione nei suoi confronti e la nostra sincera disposizione d’animo;
  • parlare di lui in sua assenza come in sua presenza;
  • mantenere fede agli impegni presi con lui;
  • chiedere scusa in caso di errore e rimediare.

Vuoi conoscere meglio il contenuto di questi punti e come applicarli nella tua vita d’ufficio? Faccelo sapere nei commenti e lo terremo in considerazione nel piano editoriale di SmoothJob. Oppure scrivici ad [email protected].

2. ✨Rendi eccellente il tuo lavoro

Anche questo è un punto nevralgico dell’approccio di SmoothJob: concentrarsi su se stessi e su quello che si può cambiare in prima persona. Si tratta di sviluppare un locus of control fortemente interno e quindi capire che possiamo anche noi governare parte degli eventi che viviamo. Certo ci saranno infiniti elementi che non potremo influenzare e che appunto staranno fuori dalla nostra sfera di influenza, ma lavorare su quelli che stanno all’interno della stessa produrrà un grande cambiamento. Ne abbiamo parlato a lungo in un articolo sui problemi coi capi Invece di lamentarti pensa a quello che puoi cambiare tu. Ti rimando lì per approfondimenti sul concetto. Vediamo invece la sua applicazione in questo contesto specifico.

Con il lavoro sulla relazione hai cominciato a stabilire, sempre concentrandoti su te stesso, un collegamento migliore con la guest star. Questo avrà probabilmente ammorbidito il suo atteggiamento nei tuoi confronti. Come risolvere però il problema del suo continuo denigrare il tuo lavoro e del fatto che sparli di te con altri?

la propria sfera di influenza include tutto quanto possiamo cambiare fra di ciò che ci coinvolge, cioè la nostra sfera di coinvolgimentoSemplice, fa’ in modo che la sua critica distruttiva appaia insensata. Faccio un esempio calcistico, sperando che la scelta di campo non mi procuri l’alienazione della simpatia di qualche lettore. Potrebbe mai qualcuno dire che Cristiano Ronaldo è incapace a giocare a calcio? Non credo. Certo ci potranno essere pareri diversi su quanto sia bravo. Opinioni diverse nel confrontarlo con altri giocatori forti. Ma nessuno potrà mai criticare la capacità di Ronaldo nel gioco del calcio.

Ecco quindi il punto: se sarai in grado di essere eccellente nel tuo lavoro e questo sarà noto all’interno del tuo perimetro d’azione principale, l’efficacia delle sue critiche sarà praticamente azzerata. Che sparli pure, ogni parola fuori posto sarà un tizzone di fuoco in più sul suo capo. Cosa pensi che otterrebbe Dybala andando in giro a dire che Ronaldo non sa giocare a calcio?

Inutile dire che questo passo avrà un’infinita serie di esternalità positive, con un miglioramento generalizzato della tua reputazione, l’aumento delle probabilità di promozione et al.

Consideriamo per un momento l’alternativa: rispondere occhio per occhio, dente per dente e mettersi a sparlare di lui. Risultato: tanta energia sprecata, aumento dell’astio verso il collega e nessun buon risultato di medio-lungo termine per te. Devo aggiungere altro per farti desistere?

3. 👨‍💼Sviluppa una relazione forte con il tuo superiore

Qual’è il problema del narcisista, soprattutto nella versione del denigratore cronico? Che può seriamente compromettere la tua reputazione. Se poi gode di un minimo di credibilità all’interno della tua organizzazione la probabilità aumenta. Una soluzione efficace per evitare questo è lavorare su chi potrebbe ricevere queste informazioni da parte del collega narcisista, in modo che ne faccia il giusto uso. Mi spiego meglio: se tu hai una relazione forte con il tuo superiore, il narcisista potrà raccontare qualunque cosa a quest’ultimo ma lui conoscerà la verità, e l’armamentario del nostro sabotatore risulterà spuntato e molto meno efficace.

Ma cosa significa sviluppare una relazione forte? Beh, anzitutto non intendo dire di assumere una posizione servile e adulatoria ( di lecchinaggio per intenderci, mi perdonino gli accademici). Si tratta invece di seguire anche qui quei principi dei quali abbiamo parlato al primo punto, perché sono principi sempre validi quando si vuole entrare in relazione profonda e duratura con qualcuno. Aggiungo inoltre che sarà importante dimostrare al responsabile la qualità del proprio lavoro, e qui rientriamo nel secondo punto, perché una volta che sarà convinto della tua qualità, le eventuali critiche infondate che dovessero giungergli avranno un effetto praticamente nullo. Certo, anche le relazioni con i responsabili hanno i loro problemi, e ne abbiamo parlato in una guida dedicata. Ti rimando alla guida Problemi coi capi per approfondire il tema. In ogni caso è possibile stabilire una sana relazione col capo, e nel tuo caso è anche necessario.

Chiudo: perché proprio con il responsabile e non con tutti gli altri che possono ricevere i messaggi velenosi del narcisista? Beh qui ci vuole pragmatismo: puoi e dovresti stabilire relazioni forti con tutti i tuoi colleghi, ma il tuo responsabile è probabilmente la persona che ha maggior influenza nella valutazione delle tue performance e nella tua vita aziendale nel medio-lungo termine, quindi è anche quello sul quale le critiche del narcisista potrebbero avere i peggiori effetti se attecchissero. Serve altro?

💔 E se non funziona?

Vediamo cosa potrebbe andare storto: tu provi a stabilire una relazione con il narcisista ma questi non cambia in nessun modo atteggiamento. Oppure lo cambia ma in maniera impercettibile e insufficiente. Cioè continua a imperversare con il suo comportamento arrogante, denigratorio e tutto quanto abbiamo visto sopra. Che puoi fare in questo caso?

Qui hai due alternative:

  • implodere
  • esplodere

Purtroppo molto spesso si vede la prima reazione, ma è la più pericolosa per la tua salute. Implodere significa assorbire dentro di sé tutta la carica negativa generata dal comportamento del collega cercando di sopportarla. Nel medio-lungo periodo però questo è un comportamento dannoso che può portare a conseguenze fisiche e psicologiche di rilievo. L’acqua amara che beviamo ogni giorno a causa dei suoi comportamenti comincia a ristagnare in noi creando frustrazione, rabbia e demotivazione. Il pensiero di tornare a lavoro e trovare ancora lui comincia ad assillarci, soprattutto al mattino. Questo può portare a scarsa voglia di andare in ufficio e addirittura a scarsa voglia di alzarsi al mattino ed uscire di casa.

Ma ti pare che dobbiamo soffrire tutto questo per la prima guest star di turno?

Assolutamente no, quindi meglio esplodere. Sì ma non intendo fare sfuriate al collega o mettersi a saltare sulle scrivanie. Con esplodere intendo portare all’esterno, esternare il problema e la sua risoluzione.

L’arte del feedback: come darlo e a che serve

Funziona così: tu hai provato per qualche mese, diciamo sei, a stabilire una buona relazione con lui. Nel frattempo hai lavorato sulle tue performance e hai stabilito una buona relazione con il tuo responsabile. Ciononostante lui continua con i suoi comportamenti da narcisista.

Che fai? Prendi e gliene parli prima separatamente. Sì hai capito bene: gliene parli! So che sembra l’ultima cosa da fare ma è giusto farlo. Non devi giudicarlo, spiegagli come ti fa sentire il suo comportamento e che problemi di crea, dandogli esempi concreti:

Questi tuoi comportamenti e queste cose che hai detto [spazio per esempi concreti e circostanziati] mi hanno molto disorientato e hanno avuto effetti negativi nella valutazione delle mie performance. Io ci tengo al lavoro che faccio e vorrei farlo al meglio. Se hai delle indicazioni su come posso migliorare le accetto volentieri.

Fagli capire che vuoi risolverla con lui questa cosa ma che se non dovessi riuscire, proprio perché la cosa ti fa stare male (per questo è importante parlargli di come ti senti) e ti crea problemi dovrai ricorrere ad un superiore (vediamo meglio dopo questo punto).

Introduci degli esempi circostanziati e chiari, proprio perché non sembri un processo alle intenzioni. Questo, peraltro, è un principio sempre valido quando fornisci feedback. E’ difficile forse dare un feedback del genere ma è la cosa giusta da fare. Perché? Per due motivi:

  1. potrebbe essere, per quanto ci appaia remoto, che il narcisista non si accorga degli effetti del suo comportamento sugli altri e in particolare su di te. In questo modo lo aiuti a capirli e forse a cambiare modo di agire
  2. se anche non dovesse accadere quanto al punto 1 tu glielo avrai detto e potrai passare allo step successivo, il coinvolgimento di un terzo, senza rimorsi personali e senza che il narcisista abbia da opporti nulla

Fare escalation: portare il problema all’esterno

Ed eccoci al secondo step: fare escalation. Tu hai tutte le carte in regola: hai investito sulla relazione con il collega, hai investito sulla qualità del tuo lavoro, hai stabilito una relazione forte con il tuo responsabile e hai avvisato il narcisista che il suo comportamento ti crea problemi e che se avesse continuato così ti saresti rivolto ad un superiore. Ora puoi farlo davvero.

Ma a chi rivolgersi? Dipende molto dalla cultura organizzativa della tua azienda. In particolare va capito che ruolo hanno nella tua azienda le Risorse Umane. Sono parte del gioco, sono partner in itinere o sono invece una corte d’assise alla quale rivolgersi solo se non si riescono a risolvere le cose “internamente”? Lascio questa valutazione a te, ma nel caso fossimo nel secondo scenario delineato evita di coinvolgerle in prima battuta, sembrerebbe una sgrammaticatura e passeresti dalla parte del torto.

Ipotizziamo quindi di trovarci nel primo scenario, cosa dovresti fare a questo punto? Informare il tuo responsabile. Parlagli del problema sottolineando adeguatamente quanto tu ti sia impegnato nella relazione con lui e nel risolvere il problema prima di coinvolgerlo. Non vuoi sembrare un pianta grane e quindi è giusto valorizzare gli investimenti che hai fatto. Se avrai seguito i punti 2. e 3. questo coinvolgimento non dovrebbe presentare particolari problemi: il tuo lavoro è apprezzato nella tua organizzazione ed hai una buona relazione con il tuo responsabile, la reazione più probabile da parte del responsabile dovrebbe essere quella di convocare il narcisista e cercare di capire con lui cosa sta succedendo e come affrontare la cosa. In ogni caso la tua posizione sarà divenuta ancora più robusta.

Ti sembra troppo lavoro? Preferisci subire la cosa passivamente e trovarti poi ad affrontare gli effetti fisici e psicologici che il comportamento del narcisista ha su di te? E’ una tua scelta. Se poi dovessi cambiare idea, SmoothJob è sempre qui 😌.

Sei d’accordo con quello che hai letto? Agiresti diversamente? Faccelo sapere nei commenti e se ritieni che possa servire a qualche tuo conoscente condividilo pure attraverso i canali che trovi su questa pagina (sì certo che te lo dico per farlo diventare virale, ma tu condividilo solo se a te è servito e pensi possa servire a chi conosci).

Bibliografia minima

I post di SmoothJob sono basati sulla solida letteratura della psicologia del lavoro e del comportamento organizzativo, oltre che sull’esperienza di chi li scrive . Per questo al termine di ognuno di essi riportiamo una breve bibliografia dei testi consultabili per approfondire gli argomenti trattati.

Andrea Cirillo

Andrea Cirillo

Senior Audit Quantitative Analyst in Intesa Sanpaolo, Andrea ha coltivato fin dagli studi universitari l’interesse per i temi del comportamento organizzativo. In seguito ha ottenuto una certificazione internazionale in consulenza manageriale e controllo interno presso l’International Institute of Internal Audit e la specializzazione in Organizational behaviour presso la Macquarie University.

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