Ecco, è arrivato il tempo dello smart working forzato.

Alcuni forse desideravano provarlo da tempo e non lo avevano mai sperimentato, altri invece già lo conoscevano ma mai lo avevano vissuto con questa intensità. Per tutti questo periodo pone sfide nuove, è un tempo nel quale diverse forze e diverse spinte si verificano dentro di noi e noi, invitati a starcene chiusi in casa, tentiamo di rimanere in equilibrio sopra di loro:

  • l’incertezza per quello che succede là fuori e per come si evolverà la situazione;
  • l’incertezza per gli sviluppi del nostro lavoro;
  • il nuovo scorrere delle giornate, piene di chiamate e senza quei rituali che come tutte le ripetizioni ci davano sicurezza (lo spostamento mattutino, il caffè ai distributori automatici, quattro passi per il pranzo);
  • la sensazione di non sapere, in fondo, cosa stia succedendo a lavoro, perché ormai “siamo tutti periferia” non esiste più un centro.

In tutto questo marasma ci è richiesto comunque di rimanere operativi. Ci sono comunque scadenze e risultati da raggiungere. Anzi, non fermarsi è, per chi può, quasi un dovere sociale.

ecco cosa puoi fare per affrontare al meglio questa situazione:

Cominciamo dal principio: sei preoccupato? Senti il bisogno di sapere come si sta evolvendo la situazione e quali sono gli scenari futuri? Prenditi il tempo di informarti. Non c’è niente di male nello sperimentare in questo tempo uno stato d’animo inquieto e incerto. Come dimostra una ricerca di Mckinsey, oggi l’87% degli italiani è incerto o pessimista sulle nostre prospettive di ripresa.

Soffocare questo stato d’animo in nome della necessità di “andare avanti” non serve a nulla è potrebbe anzi essere controproducente, come nascondere sottoterra una bomba innescata. La tua preoccupazione è un meccanismo di difesa e ti serve a rimanere all’erta verso quello che sta succedendo e adottare scelte prudenti nei vari contesti (limitare le uscite, scegliere di risparmiare per i mesi successivi etc.). Evita però che questo stato d’animo di preoccupazione e allerta si trasformi in angoscia, come consiglia la World Health Organization, nel documentarti evita tutte quelle fonti sensazionalistiche e poco affidabili che pure di avere audience farciscono la loro comunicazione con notizie immaginifiche e fuorvianti.

Ora che hai capito come gestire il tuo stato d’animo prosegui coi nostri consigli per vivere al meglio questi giorni:

Andrea Cirillo

Andrea Cirillo

Senior Audit Quantitative Analyst in Intesa Sanpaolo, Andrea ha coltivato fin dagli studi universitari l’interesse per i temi del comportamento organizzativo. In seguito ha ottenuto una certificazione internazionale in consulenza manageriale e controllo interno presso l’International Institute of Internal Audit e la specializzazione in Organizational behaviour presso la Macquarie University.

3 Comments

Leave a Reply