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Decisioni sbagliate? I bias cognitivi possono esserne la causa

By Settembre 11, 2020Novembre 25th, 2020One Comment

Proseguendo l’analisi delle cause di errore nelle relazioni con i propri stakeholder arriviamo alle decisioni sbagliate.

La nostra capacità di valutare correttamente quanto ci circonda e prendere delle decisioni adeguate può risentire di due bias cognitivi, vediamoli nello specifico:

  • il common information effect lo sperimenti quando in una riunione si tende a discutere e a prendere in considerazione tutti e soli gli elementi che i partecipanti hanno in comune. Per esempio si sta discutendo di una decisione da prendere e ci sono alcune informazioni che tutti hanno a disposizione, mentre alcune informazioni sono a disposizione di uno o di pochi. A causa di questo bias i pochi partecipanti tenderanno a non condividere quelle informazioni per timore di non essere compresi o esclusi dalla decisione e ci si concentrerà invece sulle informazioni che tutti hanno a disposizione. Questo bias pregiudica il raggiungimento di valutazioni corrette e l’assunzione di decisioni ottime;
  • il confirmation bias si realizza quando nel prendere una decisione o svolgere delle valutazioni si prendono in considerazione solo gli elementi che vanno a confermare alcune nostre tesi e visioni già precostituite.

In fondo, come diceva Einstein, l’occhio tende a vedere ciò che la sua teoria gli suggerisce. Entrambi questi bias in fondo sono sintetizzati da questa massima e sono spesso fonte di errori: l’incapacità di andare oltre quanto già sappiamo o crediamo di sapere ci porta a valutare erroneamente le situazioni e prendere decisioni sbagliate.

Come si può mitigare questi due effetti?

Trattandosi di sistemi scritti in profondità nei nostri modi di interazione con l’ambiente (per motivi che non è il caso di approfondire qui) non è possibile eliminare questi due bias, possiamo però cercare di ridurre la probabiltà che producano i loro effetti indesiderati. Come? Incoraggiando una condivisione aperta delle informazioni e garantendo un clima privo di stigma per le idee diverse da quelle prevalenti. Un gruppo meno soggetto a groupthinking sarà anche meno soggetto al common information effect e al confirmation bias.

Questo post fa parte di una serie nella quale analizziamo le cause di errore più frequenti a lavoro e gli strumenti migliori per ervitarle. Se non l’hai già fatto, iscriviti alla mailing list per rimanere aggiornato sulla pubblicazione delle prossime pubblicazioni di questa serie.

Andrea Cirillo

Andrea Cirillo

Senior Audit Quantitative Analyst in Intesa Sanpaolo, Andrea ha coltivato fin dagli studi universitari l’interesse per i temi del comportamento organizzativo. In seguito ha ottenuto una certificazione internazionale in consulenza manageriale e controllo interno presso l’International Institute of Internal Audit e la specializzazione in Organizational behaviour presso la Macquarie University.

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